| Visions in Blue |
| venerdì, agosto 29, 2003 Casa nuova dicevamo. E nuovi vicini di casa. Uno in particolare. Il "tecnarolo", come lo chiamiamo noi. Sì proprio un patito della musica techno, ma quella più commerciale, un cultore dell'unz unz, un tamarro hardcore. E' vero, de gustibus... però, porca #$?!*^, è proprio necessario ascoltarla a 3 milioni di watt!? A qualsiasi ora del giorno?! Soprattutto il mattino e l'ora di pranzo lo vedono particolarmente ispirato. E' come essere catapultati direttamente in una di quelle discoteche di Riccione: impossbile conversare, leggere un quotidiano, guardarsi un telegiornale in pace. Lui non se ne rende conto perché probabilmente è già sordo da parecchi anni. Prevedo discussioni e litigate in arrivo. Oppure un paio di cuffie in regalo.
L'estate sta finendo, tutti stanno rientrando dalle ferie, in molti hanno già ripreso a lavorare. E immancabilmente la fine dell'estate porta con se l'inizio della festa dell'Unità. Ieri siamo andati a berci una birretta nello spazio della sinistra giovanile: eravamo decisamente fra i più vecchi. Abbiamo sfogliato il programma con rassegnazione, quest'anno il concerto di maggior spessore è quello di Piero Pelù... siamo oltre la frutta. Dopo abbiamo guardato i fuochi d'artificio insieme a tutti i nonnetti che probabilmente li aspettavano con ansia dall'inizio dell'estate (uh! oh! ah!), abbiamo cercato invano di visitare uno straccio di mostra, e infine "qualcuno" si è preso un bombolone. Sì insomma, quest'anno alla Festa dell'Unità non c'è niente di interessante. Eppure chissà perché ho la sensazione che finiremo per passarci un gran numero di serate. Le consuetudini sono dure a morire.
giovedì, agosto 28, 2003 "Si la muerte no discrimina entonces que la vida tampoco lo haga"
(Ruben Blades - Vida)
Sono a casa. Non la stessa casa di sempre, la mia nuova casa. Fa un certo effetto. Emozionante direi.
Il lavoro non comincia prima dell'8 di settembre, ancora tanti giorni di "vacanza", ma con mille cose da fare.
Il viaggio in Guatemala e' stato indimenticabile. Ho tanti appunti in parte su un quaderno, per la maggior parte nella mia testa: vorrei riuscire a dar loro una forma compiuta, a organizzarli in una specie di diario di viaggio. Forse lo faro', o anche no. Vediamo se riusciro' a spuntarla sulla pigrizia...
E' bello essere a casa.
venerdì, agosto 08, 2003 Ultimo giorno. Giorno di saluti, forse addii. Ho già salutato il mio amico pendolare, alcuni colleghi, il mio capo (che è partito per la Sicilia). Altri saluti più tardi, alla chiusura dell'ufficio. La mia vecchietta alla finestra stamattina non c'era, spero di vederla stasera mentre torno in stazione: sarà stupido ma vorrei tanto dirle ciao. Ho raccattato i miei pochi oggetti personali: la sua foto nella cornice di Hello Kitty, il mouse pad con la renna, una boccettina di sabbia brasiliana, un souvenir dalla Spagna e un angioletto di ceramica regalo della titolare. E' tutt'oggi che mi sento strana, sono felice di andarmene da qui ma i saluti mi mettono comunque malinconia. giovedì, agosto 07, 2003 Da quanto tempo non mangiavo un calippo! Da quando avevo sette anni probabilmente. Ci sono cose che il corso del tempo non cambia: mi sbrodolavo allora, mi sbrodolo oggi. Il mio vestitino arancione pieno di patacche appiccicose ne è la prova tangibile.
"L’anno scorso delle donne della Nigeria hanno lanciato una nuova forma di protesta contro la compagnia petrolifera statunitense che ha provocato un disastro ambientale nel loro paese: hanno minacciato di spogliarsi in pubblico. Durante l’invasione dell’Iraq diversi gruppi di donne statunitensi, ispirate dalle nigeriane, hanno manifestato il loro dissenso con il nudo di massa. Più di recente, gli agricoltori messicani hanno si sono strappati le mutande in una manifestazione contro la politica del governo. ...poi due e-mail che ti illuminano la giornata...
Questo libro mi stupisce ad ogni pagina mercoledì, agosto 06, 2003 Oggi mi hanno affiancato una nuova ragazza. Forse sostituirà la mia collega, che però è in ferie e quindi la seguo io. E' come avere due ombre. E certo non posso farle vedere che passo il mio tempo ad aggiornare il blog... Un post però voglio rubarlo, uno solo piccolino per dirti quanto mi manchi. martedì, agosto 05, 2003 Nessun colpevole per quello che è successo a Genova, nessuna responsabilità per la morte di Carlo. L'unico a pagare, a prescindere dall'assoluzione: un carabiniere di 23 anni, dico 23. Per molti versi una vittima anche lui. Sono d'accordo con Leonardo: nessuno tocchi Placanica. Con collega in ferie e titolari "non troppo reperibili" (nel senso che si fanno i biiiiiiiiiip loro), devo fare anche il lavoro che di solito non mi spetta. Sto avendo delle soddisfazioni comunque: ho quasi venduto Adriano Pappalardo (idolo) per una serata a Cannes. Certo che se da piccola mi avessero detto che da grande avrei venduto Pappalardo... Va beh, quanti giorni abbiamo detto che mancano alle ferie? Ah, già togliendo oggi siamo a meno tre. lunedì, agosto 04, 2003 Ah, poi arriva la polizia a sirene spiegate. La Amy corre in balcone, io la seguo con inezia. Si vedono testoline curiose sbucare dagli unici uffici ancora popolati del palazzo. Questo e altro per spezzare la noia. Pare ci sia uno in piedi su una finestra, ma dalla nostra postazione non vediamo bene. Se ne sta là e dice "no no, non mi butto". E allora che cazzo fai, scendi coglione. E due! Mi hanno appena chiamato da Cannes per richiedere una serata dei Ricchi e Poveri... E il loro manager mi ha detto "no perché sono già impegnati". Super gettonati. Da non credere. C'è un clima da superstiti in quest' ufficio, in tutto il palazzo a dir la verità. Ok in tutto il quartiere. Durante la pausa pranzo per trovare un bar aperto ho dovuto camminare un po', e poi come al solito mi sono seduta nel più sfigato. Io i bar non li so scegliere. O forse inconsciamente lo faccio apposta: si vede che in fondo mi piacciono le ambientazioni fra il kitsch e il retrò. Tornata in ufficio, sola, sono andata nella stanza del titolare e mi sono sdraiata su una specie di divanetto. E mi sono addormentata. Io, che di solito al pomeriggio non riesco ad addormentarmi neanche nel mio letto... Va beh, meno 4 alla fine. Chi li ha visti? Abbiamo venduto i Ricchi e Poveri. Mi spiego: ci è stato chiesto di occuparci della programmazione estiva di una piccola isola sul delta del Po, e, non chiedetemi come, siamo riusciti a vendergli una serata dei Ricchi e Poveri. Mi chiama ora la referente tutta preoccupata: il concerto è domani sera e hanno smarrito i manifesti. "Come si fa? Ce li rimandate? E' urgentissimo!!!" Ma signorina siete sicuri di volere davvero i manifesti? Voglio dire, se nessuno sa che i Ricchi e Poveri suoneranno può darsi che qualche anima per sbaglio si trovi a passare di lì transformandosi così in pubblico involontario. Ma se vi mettete a pubblicizzare l'evento... beh allora ve la cercate! Allora volete la piazza deserta. domenica, agosto 03, 2003 Certe giornate lente e scontate fanno male. E certi film non aiutano, nonostante la prevedibilità e l'happy ending buonista. A volte penso davvero che l'idea della barca a vela intorno al mondo non sarebbe poi così male. Ma tanto chi ci riesce a rinunciare alla casa in campagna, al cane e ai bimbi... Io no.
Settembre un po' mi spaventa. Vorrei che questa estate non stesse già per finire.
O forse vorrei solo che mi venisse sonno.
venerdì, agosto 01, 2003 Nulla da fare oggi: il telefono non suona, il campanello nemmeno. Sarei tentata di uscire e fare un giro fra le bancarelle del mercato ma non lo faccio perché sappiamo tutti com'è: sono certa che se mi allontano un secondo come minimo chiama Ciampi in persona. Cosa mi mette tristezza? Certi bar mi mettono tristezza. Quei bar dove entri e il primo aggettivo che ti salta alla testa è "stantio", quei bar dove la barista dietro al bancone è come un uccellino in gabbia che chiede di essere salvato. Quei bar dove le paste sembrano di plastica, e anche le pizzette, agonizzanti nell'espositore di vetro, non hanno una bella cera. Quei bar dove tu chiedi un caffé e un bicchiere d'acqua mentre l'unico altro avventore si accende una sigaretta e ordina un campari con martini bianco e un gettone per le slot machines. Alle 8.00 del mattino. Quei bar dove il tempo scorre lento e inesorabile e solo quando esci ti sembra di tornare a respirare.
| Dal punto di vista di un verme un piatto di spaghetti è un'orgia |